MAGGIO 2018 – CONTRIBUTO PER LA COSTRUZIONE DI UN POZZO

MALI  ( Maggio 2018) -Samè è una parte del settore pastorale di Bajalan che si trova nella parrocchia del Sacro-Cuore della cattedrale di Bamako. L’Associazione ha inviato, l’importo di €.3.500,00, come quota  per  realizzare un pozzo artesiano profondo mt. 51,00.
Il parroco Jean Iosef ci invia il ringraziamento della popolazione.Buongiorno don Sergio,Le ringrazio per questo suo grande aiuto a nostro favore. Il pozzo è fatto e stiamo facendo il collegamento con la nuova pompa mista (solare e elettrica). il primo  era a bassa  potenza  perché  solo solare. La gioia grande è quella della comunità cristiana e degli abitanti di questa parte del gran quartiere di Samè. Si aggiungono a me per ringraziarvi di cuore.Che Dio vi benedica e vi colma di ogni bene.Cordialmente.don Jean Joseph FANELe samedi 5 mai 2018 à 18:55:47 UTC, Sergio Volpi <parrocchiaminiatoscotte@alice.it> a écrit : Commento di: Maria Rosa Tabellini Partini

Un  aiuto  concreto  e  ben  gradito,  quello  che  Don  Sergio  ha  inviato: e tuttavia evoca una serie di significati metaforici che oltrepassano il limite fisico. L’acqua è infatti un bene prezioso per tutti i viventi, e anche una realtà che assume profondo valore simbolico fin dalle culture più antiche.Ecco qui di seguito due variazioni sul tema dell’acqua, assai distanti nel tempo e nella dislocazione geografica.
Per Francesco d’Assisi l’acqua è la creatura “sorella”, evocata nelle sue qualità positive, che si fa strumento di lode al Creatore;  nella  poesia  di  Borges,  ambientata  in  una  Buenos  Aires del tempo perduto, l’acqua è associata all’immagine circolare del “pozzo” che racchiude in sé qualcosa di arcano e intrinsecamente poetico.

Francesco d’Assisi
[…]
Laudato si’ mi’ Signore, per sor’acqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
[…]
(“Laudes creaturarum”)
***
Jorge Luis Borges
IL SUD
Da un tuo cortile aver guardatole antiche stelle, dalla panchina in ombra aver guardato quelle luci disperse che non so ancora chiamare per nome né ordinare in costellazioni, aver sentito il cerchio d’acqua nel segreto pozzo, l’odore del gelsomino e della madreselva, il silenzioso uccello addormentato, la volta dell’androne, l’umido – forse son queste cose la poesia.

(da “Fervore di Buenos Aires”,1923, traduzione di Tommaso Scarano)

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