RELAZIONE ATTIVITA’ IN MALI

RELAZIONE ATTIVITA’IN MALI 18-26 GENNAIO (a cura del dott. Martone Gianluca)

La missione è stata particolarmente stimolante e impegnativa in quanto aveva come obiettivo l’allestimento di un ambulatorio oculistico e di una sala operatoria da utilizzare per la chirurgia oculare presso l’Hopital de Gavardo – Koulikoro di Bamako.
I primi due giorni sono stati dedicati a inventariare, sistemare, predisporre e organizzare tutti gli strumenti ed i materiali (alcuni già presenti in Mali in quanto spediti nelle settimane precedenti, altri trasportati dai volontari stessi) con l’obiettivo di preparare gli ambienti per svolgere attività clinica e chirurgica.

Gennaio 2019 Patrizia misura il visus ad un giovane Maliano

Dal lunedì è iniziata l’attività clinica ambulatoriale presso l’Hopital de Gavardo con offerta di assistenza gratuita per tutti, adulti e bambini, che si sono presentati con problematiche a livello oculare.

(Patrizia esegue la misurazione del visus ad un giovane Maliano)

Presso l’Hopital de Gavardo, in tutta la settimana sono state svolte circa 300 visite, attraverso le quali sono state effettuate purtroppo numerose diagnosi oculari (le cause più frequenti di cecità sono risultate la cataratta, il glaucoma, le malposizioni palpebrali da tracoma, i traumi del bulbo oculare, le neoplasie oculari e le infezioni oculari gravi), prescritti (e quelli a disposizione regalati) numerosi occhiali e fornita terapia medica. Sono stati inoltre reclutati, attraverso anche la collaborazione del personale medico e paramedico locale (che anche in questo momento stanno lavorando a pieno ritmo per continuare la selezione dei pazienti), i casi chirurgici che poi sono stati sottoposti ad intervento nei giorni successivi. In totale sono stati effettuati circa 20 interventi, la maggior parte interventi per la cataratta molto avanzata, ma anche chirurgia palpebrale e pterigi, in soggetti adulti in anestesia locale e prevalentemente eseguiti con tecnica “moderna” di facoemulsificazione e impianto di lente pieghevole intraoculare.
Il lavoro delle equipe è stato finalizzato oltre che per gli interventi anche e soprattutto per la formazione del personale locale.

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Più di 10 interventi di cataratta sono stati effettuati con tutoraggio chirurgico del medico oculista locale che si è dimostrato entusiasta, capace e volenteroso di imparare la tecnica “moderna” mini-invasiva della chirurgia della cataratta. (Gianluca assiste Nadjo in un intervento)

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Qui grazie all’aiuto dell’autorità locali è stata organizzata una giornata di screening visivo e di ambulatorio delle patologie oculari insieme alla collaborazione di un medico oculista locale (Dott. David Goita).
In un giorno sono state effettuate più di 100 visite e purtroppo non è stato possibile visitare molti altri pazienti in attesa.

(Il gruppo di volontari al villaggio)

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RAGGIUNGIMENTO PROGETTI 2018

8 aprile 2019

Raggiungimento progetti 2018

CAMERUN 2018
1) Garantiamo la continuità e la funzionalità, all’Ambulatorio poiché occorre un’assistenza mensile di circa €. 550,00, che comprende un sostegno al Parroco Don Simone, gli stipendi di un infermiere professionale ed una levatrice.

MALI – Ottobre 2018
1) Raggiunto il primo obiettivo consistente nell’acquisto delle apparecchiature necessarie alla creazione di un ambulatorio oculistico, ove é possibile eseguire operazioni di cataratta. La speranza é di riuscire ad eseguire, ad ogni viaggio programmato, almeno 50 cataratte e seguire il decorso con assistenza da organizzare localmente.
2) Raggiunto il secondo obiettivo, é stato realizzato un pozzo con relative attrezzature, nel villaggio-quartiere di Same, in periferia di Bamako. Same è una parte del settore pastorale di Bajalan che si trova nella parrocchia del Sacro-Cuore della cattedrale di Bamako.
-Profondità del pozzo: mt. 50;
– Profondità dei tubi plastici da installare mt. 41.
L’Associazione ha contribuito con €. 3.500,00.

I volontari di Bamako tornano in Italia

26 Gennaio 2019

Ultimo giorno di operazioni, prima dei preparativi al rientro.

Questa mattina, lo staf medico ed il presidente dell’Associazione  “…a riveder le stelle…-Olus per l’Africa” dopo una lunghissima giornata di lavoro, i saluti ed i ringraziamenti ai medici ed infermieri “dell’Hòpital Mali Gavardod, Bamako – Koulikoro”, ove dal nulla hanno creato un ambulatorio oculistico ed addestrato personale locale, tornano in Italia.
Il giorno 18 Gennaio, mentre li accompagnavamo all’aereoporto di Fiumicino, noi autisti, “operai di supporto, rispettosi ed onorati”, abbiamo vissuto la loro gioia, i loro racconti le precedenti esperienze, anche drammatiche per le particolari condizioni ambientali, raccontate con la semplicità di un bambino felice.

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Commento su I volontari di Bamako tornano in Italia 26 gen 2019

Mariarosa Tabellini

Caro Don Sergio,
le vostre foto dall’Africa, la fatica, i sorrisi, sono un soffio di aria pura che ci viene da lontano, a illuminare la cupezza inquinata dei nostri giorni vicini.
Mentre voi eravate laggiù, a organizzare, a collaborare, a operare con fatica ma certo con soddisfazione, noi qui abbiamo assistito sgomenti, oltre alle ormai troppo consuete tragedie del mare, a scenari di bambini tolti alle loro scuole, strappati a maestre e compagni che lamentano di non aver avuto modo nemmeno di salutarli. Deportati. Come siamo arrivati a tanto? Imbevuti di paure, ipocrisie, falsità. Lasciare che le persone scompaiano risucchiate nel cimitero del mare è forse togliere incentivo all’ingordigia degli scafisti? Impedire che dei bambini frequentino le scuole – le nostre scuole – è forse un rimedio contro la criminalità? Bruciare le povere cose di chi è costretto a una vita per strada, e lo fa con pudore e probabilmente con vergogna, è un atto di cui vantarsi? Ci dicono che è colpa della “crisi” che ha portato povertà. Ma che vuol dire? I “poveracci” non covano rabbia. Vedo piuttosto montare la rabbia e l’egoismo negli insoddisfatti, la competizione per i consumi spesso artatamente costruita, l’intolleranza non solo verso i “diversi”, ma verso tutto ciò che non rientra nel nostro limitatissimo perimetro.

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UN AUGURIO PER I NOSTRI VOLONTARI

E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!» (Mc 10, 51)

La tradizione letteraria ha immortalato personaggi che, privi della vista, erano però dotati della capacità interiore di vedere le cose al di là dell’apparenza sensibile: tale era Tiresia che, punito con la cecità per aver osato guardare quello che non avrebbe dovuto, era stato tuttavia compensato con il dono della divinazione; tale era Omero stesso, che la leggenda ha voluto rappresentare come un aedo cieco che vagava per le corti dei principi achei narrando le antiche storie che costituivano il deposito delle memorie e dei miti delle stirpi greche. Forse anche il cieco di cui narra il vangelo di Marco era dotato di una vista interiore privilegiata: la fede, che lo rese degno di invocare fiducioso Gesù («Rabboni, ut videam»), e di ricevere di conseguenza il miracolo della guarigione.

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